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Berlin Marathon, Berlino (Germania)

BERLIN MARATHON 2009

2009 - Haile Gebrselassie, etiope di trentasei anni, detentore del record mondiale di maratona (2:03:59), ha vinto, per il quarto anno consecutivo, la maratona di Berlino. Il suo obiettivo era quello di battere il suo record, e fino al trentesimo chilometro, era in tabella. È transitato in 1:27:44, miglior prestazione mondiale sulla distanza. Poi c'è stato un calo ed ha terminato in 2:06:08, abbastanza lontano dal 2:03:59 dell'anno precedente. Si è consolato però, con 50.000 euro di premio. Il keniano Francis Kiprop, secondo in 2:07:04 (contro il 2:14:30 del 2008), ne ha incassati la metà. Al terzo posto si è classificato un altro etiope, Negari Terfa (2:07:41). Anche la gara femminile ha visto al primo posto un'atleta etiope. Atsede Habtamu ha vinto in 2:24:47, seguita dalla russa Silvia Skvortsova (2:26:24) e dalla connazionale Mamitu Daska (2:26:36). Il quarto posto se l'è assicurato Rosaria Console in 2:26:45, primato personale. Accompagnata dal marito Daniele Caimmi, secondo italiano al traguardo dopo Tito Tiberti (2:24:10), ventiseiesimo, ha anche incassato 17.500 euro. La Console (una ventina di maratone in carriera), campionessa italiana nel 2008 a Carpi, vantava in precedenza come record, un 2:27:48, ottenuto a Parigi nel 2003. Con il tempo di 2:26:45 la Console è ora al quinto posto nella lista italiana di sempre. La precedono Maura Viceconte (2:23:47), Franca Fiacconi (2:25:17), Bruna Genovese (2:25:28) e Maria Guida (2:25:57). Hanno concluso la gara di Berlino quasi trentacinquemila concorrenti, alcune centinaia in meno rispetto all'anno precedente. Sempre numerosa la presenza degli italiani. Tra le donne, dopo la Console, tredicesima assoluta si è classificata Elena Fratus in 2:47:30, primato personale sulla distanza, anche per lei (a cura di Franco Civai, fotografia © Victor Sailer / Photorun).

BERLIN MARATHON 2008

2008 - Il 17 aprile 1988 una notizia scosse il mondo della maratona: a Rotterdam, in Olanda, il vincitore aveva fatto fermare il cronometro su un tempo incredibile: 2:06.50! Chi era costui? Un etiope, sul cui nome non c'era neppure accordo fra gli specialisti del settore. Belayneh Dinsamo per alcuni, Densimo per altri. Comunque una cosa era certa: a distanza di tre anni, migliorava il precedente record di 2:07.12, ottenuto nella stessa maratona dal portoghese Carlos Lopes. La successiva rimisurazione del percorso mise a tacere tutti i sospetti. Il tracciato della maratona olandese si confermava il più veloce del panorama mondiale. Nel 1964, alle Olimpiadi di Tokyo, il mitico Abebe Bikila (già vincitore nel 1960 a Roma) era stato il primo etiope ad insediarsi ai vertici mondiali della maratona, con un eccellente, per l'epoca, 2:12.11,2. Se il primato di Lopes aveva resistito solo tre anni, quello di Dinsamo sembrava imbattibile. Ci volle il brasiliano Ronaldo da Costa, dieci anni dopo (esattamente il 20 settembre 1998), che a Berlino terminò la gara in 2:06.05. Passarono solo tredici mesi ed il marocchino Khalid Khannouchi fece meglio, correndo a Chicago in 2:05.42. Lo stesso Khannouchi, nel frattempo passato a difendere i colori degli Stati Uniti, si migliorò ancora a Londra (era il 14 aprile 2002) portando il primato mondiale a 2:05.38. L'anno successivo fu la volta di un keniano: Paul Tergat fissò il nuovo limite a 2:04.55, di nuovo sul tracciato di Berlino. Passano quattro anni e gli africani tornano protagonisti a Berlino. Ed è ancora un etiope a riprendersi il primato. È Haile Gebrselassie, che dopo tanti record in pista, stupisce anche su strada: 2:04.26! E il 28 settembre scorso ribadisce, se necessario, la sua supremazia, chiudendo in 2:03.59, sempre alla "Berlin Marathon". Un altro muro è abbattuto (a cura di Franco Civai, fotografia © SCC-Running / Sailer).

2007 - Dopo essere stato sconfitto per sfiducia popolare nelle elezioni presidenziali dello scorso anno, il politico messicano Roberto Madrazo ha fatto nuovamente parlare di sé per la sua presunta disonestà vincendo la categoria Uomini 55 alla maratona di Berlino del 30 settembre con un crono di 2:41.12. Secondo il chip, che ha segnalato il mancato transito da due punti di controllo lungo il percorso, Madrazo avrebbe percorso quindici chilometri in ventuno minuti. "Neanche l'attuale campione del mondo di velocità riuscirebbe a correre così veloce" ha commentato il direttore di gara, Mark Milde (l'attuale record, che appartiene al keniano Felix Limo, è di 41:29). La fotografia scattata al traguardo mostra Madrazo con le braccia alzate in segno di vittoria. In giugno Madrazo aveva terminato la maratona di San Diego in 3:44.06.

1999 - L'ultima maratona di Berlino, dello scorso 26 settembre, non ha fatto registrare solo la nuova migliore prestazione mondiale femminile, in 2:20.43, della keniana Tegla Loroupe. Anche la competizione maschile ha fatto registrare alcune migliori prestazioni nazionali. A cominciare dal vincitore, il keniano Josephat Kiprono, che col 2:06.44, ha abbassato il 2:06.54 ottenuto da Ondoro Osoro nel 1998 a Chicago. In seguito, a Chicago, Moses Tanui ha portato a 2:06.16 il primato nazionale del Kenia. Il secondo arrivato, il giapponese Takayuki Inubushi, ha cancellato dall'albo d'oro il primato nazionale risalente al 1986. Esattamente il 19 ottobre Taisuke Kodama vinse a Pechino in 2:07.35. Ma proprio alcuni esperti giapponesi hanno sempre sostenuto che nella capitale cinese quel giorno si gareggiò su di un percorso ridotto, di circa quattrocento metri, rispetto alla misura canonica. Come siano andati i fatti forse non lo sapremo mai. Una cosa è certa: Kodama non avvicinò mai più quel risultato ed il suo secondo miglior tempo si fermò a 2:10.34, ottenuto sempre nel 1986. Ora comunque Inubushi ha cancellato tutti i dubbi sorti tredici anni fa. Si è impossessato del primato asiatico e nazionale con questo crono clamoroso. Che lo diventa ancor di più se si tiene conto dei suoi precedenti sulla distanza. Pare abbia esordito a ventitre anni (è nato l'11 agosto 1972) ad Otsu, il 19 marzo 1995, con un modesto 2:25.16. Nel 1998 a Boston fu decimo in 2:13.15 e in febbraio è stato settimo a Tokio (2:12.20). A Berlino si è migliorato di oltre cinque minuti.

1999 - Sarà anche costoso per gli organizzatori, ma certamente il "chip" che viene applicato ai lacci delle scarpe per il cronometraggio è il migliore antidoto contro l'infame genia dei falsi maratoneti (e podisti), ossia di quegli squallidi individui che arrivano al traguardo delle gare dopo aver percorso larghi tratti del percorso su un'automobile o su un mezzo pubblico di trasporto, o dopo aver operato un ampio taglio del tracciato ufficiale. Così è stato proprio il chip, a smascherare tre di questi falsi sportivi che nell'ultima edizione della maratona di Berlino avevano "usurpato" piazzamenti e ottenuto tempi non corrispondenti alle loro reali capacità: si tratta di due veterani, ossia un M50 e un M55, e di un giovane, appartenente alla categoria M20. Per la serie: la disonestà non conosce età.


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