Osaka Marathon, Osaka (Giappone)

2008 - Capita spesso che un maratoneta si affezioni ad una certa maratona. Lidia Slavuteanu in Simon, atleta romena, ha disputato ben nove edizioni della maratona giapponese di Osaka. Ad essere più precisi a Osaka ha corso una decima volta, nel 2007, in occasione dei campionati mondiali di atletica leggera. La Slavuteanu, classe 1973, ha corso una quarantina di maratone nella sua ormai lunga carriera. Una carriera di tutto rispetto. Vanta ben quattro partecipazioni olimpiche. Nell'ultima di Pechino, ha ottenuto un buon ottavo posto (2:27:51 il tempo). Nella maratona di Osaka ha ottenuto ben tre vittorie di fila (nel 1998, 1999, 2000) ed anche il primato personale, 2:22:54, in occasione della sua terza vittoria. Lo scorso 25 gennaio, partecipando alla ventottesima edizione, ha ottenuto il quinto posto (2:27:14), preceduta da quattro atlete di casa: Yoko Shibui (2:23:42), Yukiko Akaba (2:25:40), Yumiko Hara (2:26:57), che sono salite sul podio. Al quarto posto, come nell'edizione del 2008, si è piazzata Miki Ohira (2:27:08). La gara giapponese è solo femminile e può essere considerata, senza alcun dubbio, la più importante al mondo tra le gare per sole donne (a cura di Franco Civai).
2000 - La romena Lidia Slavuteanu, ora signora Simon, ha vinto domenica 30 gennaio la prestigiosa maratona giapponese di Osaka. Ha centrato così la terza vittoria consecutiva, il nuovo primato nazionale e quello della competizione che entrambi già deteneva. Il suo eccellente 2:22.54 la colloca all'ottavo posto nella lista di sempre ed al terzo in quella che prende in considerazione solo le gare in cui le donne corrono separate dagli uomini. La Slavuteanu, che ha esordito in maratona a diciotto anni, ha partecipato nel 1994 agli Europei di Helsinki, nel 1995 alla coppa del Mondo ad Atene (secondo posto), ai Mondiali di Göteborg nello stesso anno, alle Olimpiadi di Atlanta (sesta), ai Mondiali di Atene nel 1997 (terza) e lo stesso piazzamento ha ottenuto a quelli di Siviglia lo scorso anno. Agli Europei di Budapest del 1998 preferì i diecimila dove conquistò il bronzo con un ottimo 31.32,64. Ad Osaka non ha avuto vita facile. La giapponese Harumi Hiroyama, classe 1968 e primatista nazionale dei metri 1500, 3000 e 5000, ha concluso a soli due secondi dalla vincitrice, migliorandosi di oltre cinque minuti. Buon progresso cronometrico anche per la keniana Esther Wanjiru, terza in 2:23.31. In precedenza vantava un 2:25.40 ottenuto all'esordio un anno prima proprio ad Osaka. Anche la quarta classificata, l'etiope Elfenesh Alemu, con 2:24.47 ha centrato il personale, portandosi a ridosso della primatista nazionale Fatuma Roba. Stesso discorso per Kayoko Obata, quinta in 2:25.14, ora quarta nella lista all time giapponese. L'ordine d'arrivo prosegue con Tomoe Abe (2:28.01), Noriko Geji (2:29.23), la tedesca Sonja Krolik (2:31.03) ottava, poi Yuko Arimori (in 2:31.22) e l'australiana Susan Hobson, quarantaduenne che in 2:32.37 è giunta decima.
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