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Maratona di Roma, Roma

2017 - Lo sprint finale dell'etiope Shura Kitata Tola, che ha sfiorato il record della corsa con 2:07:30; la fatica negli ultimi chilometri dell'etiope Rahma Chota Tusa, che è riuscita a bissare la vittoria dello scorso anno in 2:27:23; la sbandata nella curva finale di Alex Zanardi, che ha rischiato fino all'arrivo per il suo sesto successo a Roma, coronato da un tempo di 1:10:06 che è incredibile, viste le condizioni meteo. Sono queste le immagini che resteranno della ventitreesima "Acea Maratona di Roma", che il 2 aprile, in via dei Fori Imperiali, ha visto al via oltre sedicimila concorrenti provenienti da 131 nazioni e circa sessantamila partecipanti alla "Fun Run" di quattro chilometri. Zanardi, cinquantenne ex pilota ed ora atleta paralimpico bolognese, aveva già vinto a Roma nel 2010, 2012, 2013, 2014 e lo scorso anno con il record della corsa di 1:09:15. Tempo che poteva essere alla sua portata anche oggi, se non ci fosse stata la pioggia. La gara maschile era partita a un ritmo indiavolato: 14:49 i primi cinque chilometri, 29:39 al decimo, 44:47 al quindicesimo, con una proiezione finale di 2:05. A metà gara il gruppo dei primi, guidato dalle lepri Koech, Kimeli e Kipruto, è passato in 1:03:25, ancora sotto il ritmo del record della corsa di 2:07:17 del 2009. Dopo il trentesimo chilometro (1:30:21) e l'abbandono da parte di tutte le lepri, davanti sono rimasti in quattro: oltre al vincitore Tola, anche il keniano Dominic Kipngetich Ruto e gli etiopi Werknesh Aboye Seyoum e Solomon Lema Biratu. L'allungo decisivo di Tola è stato al trentacinquesimo: gli ultimi chilometri sono stati incredibili, tanto che sul rettilineo finale in piazza Venezia ha addirittura lottato per il record, mancato per soli 13 secondi, ma facendo segnare il suo primato di oltre un minuto e mezzo ed il secondo tempo mai corso sui Fori Imperiali. Il ventenne etiope ha staccato nettamente tutti i rivali, che sono andati in crisi. Ruto, keniano di 26 anni, già terzo l'anno scorso, ha dovuto lottare nel finale per chiudere in 2:09:10 e per non farsi recuperare dai connazionali Benjamin Kipngetich Bitok e Mathew Kipsaat, poi arrivati rispettivamente terzo (2:09:16) e quarto (2:09:19). Per tutti i primi cinque, Seyoum compreso (2:09:27), è arrivato il nuovo record personale, a conferma che il percorso della maratona di Roma può garantire grandi risultati. Il primo atleta italiano all'arrivo è stato Ahmed Nasef, quarantaduenne di origine marocchina e campione italiano in carica, che gareggia per l'Atletica Desio: dopo una prima metà gara in 1:06:53, ha concluso in 2:16:40, conquistando il settimo posto, davanti al frusinate Carmine Buccilli (2:19:35). La gara femminile è stata completamente diversa. Fin dall'inizio il ritmo non è stato velocissimo, tanto che a metà gara erano ancora in otto in testa dietro alla lepre Kenensa Kedir Rosa. Subito dopo, però, al ventitreesimo chilometro, Tusa ha fatto il vuoto, con una serie di chilometri sotto i 3:20. Un allungo che le ha permesso di conquistare subito mezzo minuto sulle inseguitrici, ma che poi ha pagato nel finale. Addirittura gli ultimi chilometri li ha chiusi intorno ai quattro minuti, tagliando il traguardo in 2:27:23, che migliora comunque il 2:28:49 dell'anno scorso. Tusa, ventitreenne che vive e si allena ad Addis Abeba, ha promesso dopo la gara che ritornerà a Roma anche l'anno prossimo per fare il tris, come la sua amica e compagna di fatiche Firehiwot Dado, prima nel 2009, 2010 e 2011. Alle sue spalle, dopo più di quattro minuti, sono arrivate le sue connazionali Mestawot Shankutie Tadesse (2:31:41) e Abeba Tekulu Gebremeskel (2:32:08). La prima italiana al traguardo è stata la ventinovenne romana Eleonora Bazzoni, che ha concluso in 2:45:37.


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