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Mostruosi podisti dell'antichità
Uno dei capitelli della cripta della chiesa romanica di Saint Parize Le Châtel, in Francia, è ornato da un bassorilievo raffigurante un individuo all'ombra del suo solo grande piede. Si tratta di uno Sciapode, una creatura fantastica che gli storici dell'antichità ritenevano abitasse in India. Tra i riferimenti più antichi a simili mostri, troviamo le opere di Ctesia di Cnido risalenti al quinto secolo avanti Cristo, di cui rimangono pochi frammenti originali, ed i riassunti contenuti nella Biblioteca, un vasto compendio storico-letterario del IX secolo. Nella sua opera Ctesia tracciava una prima mappa dei popoli fantastici che abitano terre lontane e sconosciute e questo elenco è stato ripreso, modificato ed ampliato da diversi autori greci e latini, tra cui Esiodo, Strabone, Megastene, Gaio Plinio Secondo, e Tertulliano. Si riteneva che gli sciapodi possedessero un unico grande piede che permetteva loro di ripararsi dai raggi del sole e di saltellare in modo molto agile. Nell'elenco di queste creature mitologiche figurano anche gli Antipodi o Abarimo che avrebbero potuto sicuramente dar del filo da torcere ai moderni retropodisti, visto che avevano i piedi rivolti all'indietro, verso la schiena.
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