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Scarpe viventi
Le protocelle - da non confondersi con le protocellule (le prime forme di vita vegetali) - sono semplici modelli chimici di cellule vive ottenuti in laboratorio. Si tratta al momento di strutture molto più semplici di quelle presenti in natura, ma sono pur sempre sistemi di molecole che si comportano diversamente in presenza di pressione, luce o calore: pareti membranose contenenti molecole informative, alla stregua di un primitivo DNA, che si autoassemblano grazie ad un metabolismo in grado di utilizzare parte dell'energia, proprio come fanno i sistemi viventi. Non hanno un cervello, né un sistema neurale, ma sono pur sempre cellule vive. La collaborazione tra il professor Martin Hanczyc della University of Southern Denmark ed il ricercatore londinese Aden Shamees ha portato alla creazione delle Protocell Trainers, le prime scarpe da corsa "viventi", realizzate in materiale biologico artificiale mediante un procedimento di stampa tridimensionale. Se questo fa pensare alle scarpe di Frankenstein non c'è da spaventarsi. Indossate alla stregua di una seconda pelle artificiale, le protocelle che formano le Protocell Trainers hanno la capacità di rispondere alle sollecitazioni esterne, cambiando di volume per adattarsi dinamicamente alle esigenze di ogni tipo di piede e ad ogni caratteristica del percorso. A corsa ultimata basta rimetterle a mollo in uno speciale liquido idroponico per rigenerare gli organismi biologici che tengono in vita queste futuristiche calzature.
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