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Proposte di viaggio


 
Ecomaratona del Chianti: Una eco dai sapori di una volta.... di G.Manoni
12 Gennaio 2012

Era il 2009 quando decisi che era ora di provare a correre fuori strada e insieme alla mia Tizi ci iscrivemmo al Chianti Trail; per il motto che “il primo amore non si scorda mai” eccoci di nuovo qui io e Tizi. Lei si godrà la giornata passeggiando causa infortunio, mentre io mi lancerò nella 42.

Arriviamo il sabato, ritroviamo tanti amici, Aldo, Lolo, Filippo e Vito da Palermo, Alfonso e tanti altri e l’atmosfera è sempre la stessa, una gran festa condita da ottimo cibo e vino, caratteristiche sempre presenti in terra toscana.

L’organizzazione della manifestazione è da 10 e lode, una delle migliori d’Italia! Sotto un grande tendone in oltre 1.500 concorrenti avremo una scelta tra affettati, formaggi, paste, arrosto, contorni, vino, cantucci...chapeau!

Dopo una cena pantagruelica e una notte di riposo...ore 9, si parte per 42km e 1.200mt+ di dislivello! Io al solito non ho alcuna velleità di tempi, il mio obiettivo è davvero godermi il panorama e così saluto Alfonso troppo veloce per me e i fenomeni Filippo e Vito e inizio a trotterellare verso le crete.

Rispetto a due anni prima il terreno è duro, arido, e fa caldo; passiamo tra  splendide vigne, alberi secolari, ville con cipressi; impossibile non distrarsi e così senza accorgermene mi ritrovo al cippo di Monteaperti al 12° km dove una croce ricorda la battaglia che intorno al 1.300 si combattè tra Guelfi e Ghibellini; allietato dal panorama, mi godo il meritato ristoro.

Per fortuna oggi l’unica battaglia da “combattere” è con la fatica per raggiungere di nuovo Castelnuovo Berardenga, ma con questi panorami sarà davverò una battaglia piacevole! Così riempio la borraccia, una coca cola, una fetta di torta e si riparte!

Trotterello per 10 km tra saliscendi, stradine bianche, tratti sconnessi, vigne, bosco, sembra di stare in un “Bignami” della Toscana dove in poco di poco più di un’ora mi si presenta un condensato di tutti i panorami e terreni che questa maginifica terra è in grado di offrire.

Verso il 25° il gioco si fa più duro con una salita impegnativa in mezzo al bosco dove inevitabilmente cammino e, tra sali e scendi (più salite a onor del vero) raggiungo intorno al 28° il borgo di Campi, il punto più alto del percorso con splendide viste sulle crete e sulla parte iniziale del tracciato.

Foto di rito al panorama e si continua! La caratteristica di questa eco è che non c’è mai una salita/discesa terribile, ma in compenso il percorso “non molla mai” ed è sempre sempre ondulato, cosa che alla fine si paga! I chilometri vanno lisci, di pari passo con l’indolenzimento delle gambe, finchè intorno al 35° si rimane senza fiato, e non per la fatica!

Avete presente le cartoline della Toscana che da tutto il mondo ci invidiano? Ecco il 35° è questo, un lunghissimo viale interamente bordato da cipressi che sembrano disegnati da un architetto di grido, tanto le geometrie sono perfette...inutile dire che anche qui si parte con un falsopiano che poi sfocia in...salita!!!

Al culmine della salita, ancora un ristoro (agognato peraltro) e poi via verso il traguardo che ormai si comincia a pregustare, 37-38-39...e siamo pronti per il rientro verso Castelnuovo Berardenga!

L’arrivo è davvero emozionante, grande folla all’arrivo ad applaudirti,bacio di Tizi e abbraccio con Lolo, che si può volere di più? Nulla credo, o anzi si, un piatto di pasta fumante e un bicchiere di vino che prontamente ritrovo nel mitico tendone!

Una eco dai sapori di una volta, dal percorso all’accoglienza, tutto merita di essere visto, e se anche un grande toscano riteneva che “fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza...”, il mio invito è a venire a conoscere quanto prima questi posti e questa corsa, non ve ne pentirete!!!
 

G.Manoni